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Ismail Zaidy – In touch, 2020

 

Avvicinarsi, perdersi e ritrovarsi nella Medina, esplorando il Marocco libero da stereotipi più resistenti della sabbia del deserto.

Briciole di terra d’Africa che Instagram porta più lontano del respiro caldo del Sahara e della prima personale di Ismail Zaidy negli spazi espositivi di Riad Yima. Perfetta per avvicinarsi, perdersi e ritrovarsi nella Medina di Marrakech, con le tensioni emotive che abbracciano ogni protagonista degli scatti del giovane fotografo, usando trame resistenti e cromie vitali per trasfigurare anche i confini dell’incontro e dei legami con il familiare. Tessuti pieni di colore e vitalità, estendendo forma e funzione dell’abbigliamento tradizionale e fashion, annullano differenze, ingiustizie e tabù, anche di genere. I volti coperti, non servono a nascondere e mantenere le distanze ma a liberare le emozioni e la ricerca dell’identità da consuetudini che destabilizzano. Il velo non copre ma toglie la maschera anche alla messa in scena di quello che vogliamo essere e diventare, portando in superficie una ricerca più spirituale di se e dell’altro.

 

Fonte: Marie Claire