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Glenn Ligon – Debris field, 2018

 

Nel suo lavoro, Ligon ha impiegato frammenti isolati di testi – che hanno incluso brani di autori celebri e citazioni di personaggi politici – per mettere in discussione il modo in cui tali scritti e il linguaggio stesso funzionano. Le forme deliberatamente macchiate delle lettere rendono difficile la lettura. Le lettere in Debris Field II, a differenza di quelle di altre opere, non derivano da una fonte specifica. Scivolando sulla superficie con diversi orientamenti e gradi di finitura, evocano cose che rimangono, come i pensieri che rimangono dopo che un testo è stato scritto, un effetto accentuato dalla loro vicinanza a varie macchie e gocciolamenti. Rimuovendo la fonte o il contesto, Ligon esamina come funzionano le lettere se usate esclusivamente come immagine.

 

Fonte: Met Museum