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Fabio Inverni – Furto d’artista n°1, 2012

 

Fabio Inverni è nato a Firenze nel 1968. Grazie al padre, Fabio Inverni sviluppa un’innata passione per la pittura da autodidatta.
Durante la sua infanzia, frequenta gallerie, circoli d’arte e accompagna il padre nella visita di varie mostre importanti, tra cui la Biennale di Venezia del 1978. Nonostante viva l’arte, in senso “intimo familiare” si avvicinerà più tardi alla pittura. Influenzato dai dipinti del padre i suoi primi lavori nascono da un interpretazione personale delle “scene di genere” inserite in un contesto del tutto onirico e non finito.

Il 2004 è un anno di svolta per Inverni, la sperimentazione artistica oltre al paesaggio e alle nature morte si sposta, pur rispettando i suoi canoni identificativi, verso l’iperrealismo. La malinconia si fa spazio nella maturazione artistica di Inverni e le suo opere diventano più eloquenti  adesso parla, non più per evocare un ricordo, ma alle emozioni del singolo spettatore, che dentro il silenzio di questi quadri ritrova un significato intimistico. La “non parola” che ci viene trasmessa dalla “precarietà” di questi fogli dipinti, ha in sé la precarietà dell’uomo, della società che si chiude a volte in un mondo infantile per ritrovare nel disordine un po’ di quell’ingenuità persa, fino ad arrivare all’esorcizzazione di carte a noi comuni usate o semplicemente abbandonate, corrose  e indurite dal tempo, simbolo forse dell’uomo abbandonato a se stesso.

 

Fonte: Fabio Inverni